Nascita di un vero amore

scritto da Testadolce
Scritto Ieri • Pubblicato un'ora fa • Revisionato un'ora fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di Testadolce
Autore del testo Testadolce
Immagine di Testadolce
Una dolce storia d'amore con un tocco di paranormale ripercorsa da un vecchio morente ad un'infermiera mentre lei e sua moglie sono al suo capezzale.
- Nota dell'autore Testadolce

Testo: Nascita di un vero amore
di Testadolce

Charlie, un vecchio di novantasei anni, era ricoverato ormai da diverso tempo alla Mayo clinic di Rochester, nel Minnesota, il miglior ospedale al mondo, da allora la moglie non aveva mai abbandonato il suo capezzale, arrivando a dormire lì sulla sedia quelle poche ore di sonno che si concedeva ogni giorno. Erano gran brave persone e tutto il personale voleva loro bene come se fossero stati di famiglia. La dedizione di Mary non aveva eguali ai loro occhi... ne avevano visti di pazienti assistiti dai coniugi o famigliari in tutti quegli anni di lavoro ma mai fino a quel punto: Lei non lasciava mai il suo fianco, usava un pitale e il poco che dormiva era dovuto allo sfinimento più che alla sua volontà... un notevole contrasto in un mondo così tristemente pieno di divorzi...in certi casi persino per futili motivi. Erano arrivati a festeggiare le nozze di platino.

Tania, l'infermiera di turno quella notte, vide che Mary aveva ceduto al sonno e decise di trattenersi un po' più del solito con Charlie perché sapeva bene, tutto il personale sapeva che molto difficilmente sarebbe arrivato a vedere l'alba e non voleva che morisse da solo ma neanche svegliare sua moglie. Si erano già dati il loro tenero addio. Si fece forza ma riuscì a stento a trattenere le lacrime nell'accostarsi... non voleva rattristarlo. Sapendo che non avrebe avuto un'altra occasione si decise finalmente a chiedergli di raccontarle la nascita del loro amore.

Lui accettò di buon grado e mentre narrava, parve rivivere quegli eventi:

«Al liceo di Anson ero il più popolare e tantissime ragazze mi corteggiavano ma non Mary. All'ultimo anno, io decisi di dare a ciascuna di loro una vera occasione di conquistare il mio cuore frequentandole...una alla volta s'intende, sono sempre stato tipo da una sola ragazza. Iniziai a uscire con Emily, avendo così modo di conoscerci più a fondo. Passato abbastanza tempo le chiese di dirmi, tra tutte le mie qualità, cosa amasse di più in assoluto in me e lei rispose che era la bellezza. Rimasi profondamente amareggiato. Le dissi che era una sciocca e superficiale in primis perché sono le qualità interiori a contare davvero poi perché la mia bellezza sarebbe comunque svanita nel tempo e così anche il suo amore. Così la lasciai.

Poi uscii con Sophie e quando anche con lei fu passato tempo sufficiente le posi la stessa domanda. Lei mi rispose che mi amava soprattutto per la mia intelligenza. Quella volta ebbi bisogno di tempo per riflettere prima di risponderle. Finalmente ero amato per una mia dote interiore, senza falsa modestia sono molto intelligente, eppure...non riuscivo a esserne davvero felice. Innanzitutto l'intelligenza è una virtù che le persone ricevono, oppure no, in dono fin dalla nascita, anziché una dote che s'impegnano ad acquisire e mantenere. Già questo mi disturbava non poco perché appunto non avevo meriti nell'essere amato così.

Inoltre pur amando la cultura, io avevo a cuore molto di più lo sport mentre Sophie sottintendeva chiaramente che per conservare il suo amore avrei dovuto vivere per sempre come un topo di biblioteca.

Non avrei sottratto tante ore allo sport e ad altri miei amati hobbies per dedicarmi solo alla cultura né mi andava di essere amato senza un merito effettivo così lasciai anche lei, dandole le dovute spiegazioni.

Lucy mi amò soltanto per il mio potere paranormale. A quel tempo era l'unica persona a cui l'avessi confidato non perché lo volessi ma perché si rese necessario: io ho il dono di capire se qualcuno sta mentendo o no. Ovviamente lasciai anche lei.

La successiva, Megan, mi amò per il mio grande coraggio, mi aveva visto salvare una donna da tre delinquenti che volevano violentarla. Ne fui molto felice e rimasi con lei ma una parte di me sentiva che potevo essere amato molto meglio di così e perciò mi sentivo anche un po' triste.

Fu solo quando Mary s'innamorò di me che io capii cosa volevo davvero lasciando Megan per stare con lei. Quel giorno rischiai di morire. Il fratello di uno di quei tre delinquenti frequentava il mio liceo e volle vendicarsi sparandomi un colpo di pistola: non biasimava Paul per ciò che aveva fatto bensì me perché a causa mia era poi finito in galera.

Fu Mary a soccorrermi, venne in ambulanza e restò con me in ospedale, mi amò per la mia grande bontà: Infatti, benché fossi in fin di vita, perdonai il responsabile e non ebbi neanche una parola di rimpianto o rimorso per qualcosa. M'innamorai di lei perché m'amava: finalmente ero amato nel modo giusto. Noi ci beavamo della luce interiore l'uno dell'altra. Da allora ci amiamo ogni giorno di più».

Tania testò il suo potere e scoprì che non mentiva. Charlie spirò serenamente poco dopo.

Nascita di un vero amore testo di Testadolce
0